fbpx

Nails journey: reminiscenze dal passato

Collezione di smalti

In questi giorni ho aperto l’armadietto della mia make up collection e la mia attenzione si è soffermata su uno dei ripiani più alti: in una scatola nascosta ci sono ancora tutti i miei smalti. Probabilmente molti sarebbero da buttare. Anzi, lo sarebbero tutti, a guardare il PAO, ma facciamo finta di niente.

Così, mi è tornato alla memoria il periodo (risalente circa agli anni dell’università) in cui non solo le mie unghie erano bellissime, ma ero capace di fare discrete nail art. Tanto che mi ero fatta regalare anche il kit per il gel semipermanente, con la lampada UV. Roba che adesso hanno quasi tutti, ma io sono stata una delle prime, eh… Ed ero veramente in fissa!

Veramente con il gel facevo solo qualcosa ogni tanto, ad amiche e parenti, perché le mie unghie erano così perfette (miss modestia) da non aver bisogno del gel. Avevo tantissime foto che avrei voluto postare, ma ovviamente non le trovo più. Quindi credetemi sulla parola, grazie.

Poi, cosa è successo? È successo che ho iniziato a studiare pianoforte e dovevo tenere le unghie corte. Nonostante questo, per diversi anni sono comunque riuscita a mantenerle sane e forti. Perciò, niente più nail art particolari, ma solo smalti semplici. E mi andava anche bene, perché questa mancanza era compensata dalle soddisfazioni musicali.

Poi, ancora, ho smesso pianoforte (sì, accidenti a me) e mi sono iscritta di nuovo all’università. Serve che vi dica quale ne è stata la conseguenza? Ho iniziato a mangiarmi le unghie. Se ci mettiamo lo stress tra studio e lavoro, il risultato è che si sono sfibrate e sfaldate, non riesco più a farle crescere.

Torniamo ad oggi: ho rivisto la mia scatolina di smalti e ho deciso di riprovarci. Tra l’altro, questi sono i miei preferiti.

Smalti: Deborah, Kiko Milano, Mesauda

Perlati, duochrome ed effetti strani sono il top. E sulle unghie sono forse tra le poche che trova stupendo l’effetto mat (per il quale ho il top coat mat di Kiko), peccato che si rovini facilmente.

Ora indosso quello di Deborah: un bel fucsia, abbastanza scuro. Non so neanche se sia ancora in commercio, ma era parte della linea bio o comunque con ingredienti naturali, che mi piaceva molto.

E poi quelli di Kiko… Ma voi c’eravate quando con 10 euro ci si portava a casa 5 o 6 smalti diversi? Bei tempi quelli, mi ricorda gli anni spensierati dell’università (la prima, quella di farmacia). E la qualità non era poi così malvagia.

Ora, penso proprio di non avere più la mano fine per fare disegnini precisi, ma tanto al momento l’obiettivo principale è quello di curare le unghie e farle tornare forti come un tempo. Che la ripresa abbia inizio!

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: