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33 e non sentirli

Piccolo e, penso, breve post su come è andato il mio compleanno.

Finalmente caduto in un giorno della settimana utile (il sabato), ho quasi fatto carte false per essere a casa dal lavoro (melodrammatica, i turni li preparo io stessa).

L’idea, da quasi più di un mese, era quella di fare una gita fuori porta: Verona? Venezia? Firenze? Sarebbe stato molto carino staccare totalmente per una giornata, prendermi la reflex e fare tante foto.

Niente di tutto ciò, perché l’organizzazione non è il nostro forte, ma almeno ho conquistato un pranzo al ristorante giapponese (erano mesi che volevo andarci e nessuno che mi ci portasse). E dico conquistato perché rischiava di saltare pure quello.

Capite? Già trovo che i compleanni siano deprimenti, se avessi dovuto passarlo tutto il giorno a casa, sarebbe stato in preda alle lacrime (che comunque non sono mancate, eh).

Però è vero quando dico che non li sento, per ora… Voglio dire, se penso a quella che potrebbe essere la mia tabella di marcia, mi sento estremamente in ritardo, ma ho deciso di cercare di prenderla positivamente.

Peccato che, scrivendo queste parole, l’unico pensiero che mi ronza in testa riguarda un futuro infausto per me e, forse, anche per il resto dell’umanità, quindi credo sia meglio chiuderla qui.

Il sushi è stato buonissimo.

La torta anche.

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